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Le vie dello zafferano
Tra fine '400 e inizio '500 il bulbo del crocus sativus è giunto a Navelli. Come ciò sia avvenuto si perde nella leggenda ma con certezza si è acclimatato ottimamente sulle terre dell'altopiano dove la sua coltivazione ha garantito per secoli lavoro ai contadini e agiatezza ai proprietari. Lo zafferano, la preziosa spezia che se ne ricava, era ricercata e apprezzata sulle tavole rinascimentali in tutta Europa. Così le famiglie in vista hanno avviato un prospero commercio verso il Nord investendo parte dei proventi per richiamare in paese artisti e architetti. Lo testimoniano residenze private ed edifici religiosi disseminati nel paese che, in alcuni casi, contengono veri gioielli, non ancora studiati come meriterebbero: tra questi gli affreschi di Sant'Egidio a Civitarenga, l'affresco con Madonna in trono nella Chiesetta di San Rocco e una pala nella Chiesa di San Sebastiano, in cui si riconosce la figura di San Carlo Borromeo. Quest'ultima immagine conferma sia i contatti intercorsi tra Navelli e l'area lombarda sia l'antica origine navellese del famoso risotto alla milanese, il cui ingrediente principale è senza dubbio lo zafferano DOP dell'Aquila, coltivato sull'altopiano di Navelli.

© ProLoco di Navelli by Angelo Sarra

si ringraziano quanti hanno collaborato, in particolare Marco Mancinelli